I falsi miti sulla fertilità: gli errori più comuni

Il bisogno di risposte alle mille domande che riguardano la fertilità e la salute sessuale non si esaurisce mai, soprattutto in chi decide di diventare genitore e si trova ad affrontare difficoltà di concepimento. Ecco che acquisiscono valore i consigli di parenti e amici o le informazioni trovate sul web, delle quali non sempre si verifica la fonte. Questo comporta il rischio di cadere nei tranelli delle fake news e di credere a veri e propri falsi miti sull’argomento.

A mettere in guardia da questo pericolo è il Dottor Cesare Taccani, medico specializzato in ginecologia e ostetricia, da anni nell’équipe medica di ProCrea, Centro specializzato di fecondazione assistita con sede a Lugano. “In genere le coppie che si rivolgono a noi sono abbastanza informate” spiega “e conoscono l’importanza di rivolgersi ai medici, unica fonte autorevole, per avere le risposte che cercano. Tuttavia, è bene ricordare alcuni errori comuni e alcune “bufale” che inducono comportamenti non corretti”.

L’età è un limite oramai superabile

Falso. Sebbene oggi le metodiche di riproduzione assistita consentano molte più opzioni per le coppie, va sempre ricordato che l’età è un fattore determinante e la fertilità femminile si esaurisce velocemente. Il declino è progressivo e comincia già a partire dai 25 anni. Un problema comune, alimentato anche dal fatto che personaggi famosi hanno avuto figli attorno ai 50 anni, è quello di sottovalutare questa realtà, con l’illusione che l’orologio biologico non sia così stringente come un tempo. Anche per l’uomo il fattore età è importante, ma meno rispetto a quanto accade per la sua compagna. Il consiglio è, per la donna, di rivolgersi a un centro di fertilità per approfondimenti, dopo un anno di rapporti non protetti se ha meno di 35 anni, dopo 6 mesi se ha superato quell’età.

Il peso non influisce sulla possibilità di concepire

Falso. Sia per gli uomini che per le donne è importante mantenere un peso regolare, né troppo basso né troppo alto, sia in favore di un buono stato di salute generale, sia per aumentare le possibilità di concepimento, sulle quali anche le patologie legate al sovrappeso possono avere un impatto importante. Un’alimentazione equilibrata, ricca di frutta e verdura e di alimenti genuini, aiuta ulteriormente.

Le terapie ormonali necessarie per la PMA fanno andare in menopausa precocemente

Falso. Gira la “voce” che le terapie ormonali necessarie per la PMA accelererebbero i tempi della menopausa perché farebbero esaurire più velocemente il patrimonio follicolare. Si tratta di una notizia falsa. Va sottolineato che, in ogni caso, la donna consuma naturalmente ogni mese un certo numero di follicoli, indipendentemente dai trattamenti di stimolazione ovarica.

Le terapie ormonali con testosterone possono aumentare il rischio di infarto

Falso. Riequilibrare gli ormoni, laddove necessario, può ridurre i fattori di rischio cardiovascolari, come l’indice di massa corporea, l’obesità viscerale e il colesterolo totale, migliorando il controllo glicemico. Attenzione, però: ogni terapia ormonale va assunta solo se sussiste una reale necessità e sotto stretto controllo medico.

Altre pratiche, come l’assunzione di testosterone in soggetti che non presentano carenze ma vogliono semplicemente aumentare la massa muscolare, sono invece sconsigliate: potrebbero mettere a rischio la fertilità.

Concentrare i rapporti sessuali durante il periodo fertile, astenendosi nel resto del mese consente di aumentare la possibilità di concepire.

Falso. Non poche coppie evitano i rapporti sessuali in attesa del momento dell’ovulazione femminile, nella speranza che l’astinenza permetta di migliorare la concentrazione spermatica e questo implementi la fertilità maschile nel momento di maggiore probabilità per il concepimento. Tuttavia, due o più settimane in astinenza pre-rapporti non rappresentano una strategia consigliabile perché la maggiore concentrazione spermatica va a discapito della motilità degli spermatozoi. Questi, infatti, con il passare dei giorni invecchiano e perdono la loro vitalità.

Al contrario, specie quando si parla di riproduzione assistita, 3 giorni di astinenza prima del periodo ovulatorio (da un minimo di due a un massimo di 5) possono rappresentare un aiuto valido.

L’infertilità di coppia ha quasi sempre origine in un problema femminile

Falso. Spesso si tende cercare inizialmente la causa di infertilità nella donna, controllando la salute maschile solo in un secondo tempo. Per fortuna questa cattiva consuetudine sta cambiando. L’infertilità può essere dovuta a uno o all’altro partner, o a entrambi. Solo accurati controlli di coppia possono aprire la strada alla comprensione del problema e quindi alle possibili soluzioni.

Per gli uomini, fare controlli regolari per salvaguardare la propria fertilità è meno importante rispetto alle donne

Falso. Tante volte gli uomini si trascurano o rimandano i controlli e la conseguenza è che patologie che possono essere causa di infertilità, anche in assenza di sintomi o problemi significativi, vengono scoperte con anni di ritardo. In questi casi, un esame semplice e innocuo come lo spermiogramma può riservare sorprese assai sgradite. La maggior parte dei problemi più comuni, come il varicocele, se riconosciuti e curati tempestivamente, guariscono bene e senza lasciare conseguenze.

Le abitudini di vita e l’ambiente nel quale si vive influenzano la fertilità

Vero. Le abitudini scorrette più comuni che possono danneggiare la fertilità sono fumo, abuso di sostanze alcoliche, scarsa attività fisica e alimentazione sbagliata. Anche stare seduti per molte ore, per esempio davanti a un pc in ufficio o guidando per molti chilometri, non fa bene perché surriscalda i testicoli.

Possono però essere dannosi anche un ambiente atmosferico o alimentare non adeguati perché inquinati o contenenti sostanze non idonee. Molti inquinanti modificano l’equilibrio ormonale e la fertilità. Nel cibo un esempio sono gli anabolizzanti che possono essere presenti nelle carni o i ftalati.

Fare sesso spesso aumenta il rischio di cancro

Falso. Anzi per quanto riguarda la prostata è l’opposto, una frequenza regolare di rapporti sessuali sembrerebbe avere un’azione protettiva verso il tumore.

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