L’importanza del primo colloquio nella PMA

Il primo colloquio con i medici che si occupano di PMA è molto importante perché consente di creare le basi su cui si fonderà la strategia terapeutica personalizzata. Va affrontato con serenità, fiducia e trasparenza, senza timore di esternare le proprie paure, anzi, affrontandole tutte, in modo da iniziare il percorso di fecondazione assistita senza dubbi e con le idee chiare su come si possono affrontare eventuali problemi.

Conoscenza, familiarità e massima fiducia sono alla base del cammino di PMA che lo staff medico di ProCrea compie insieme ai pazienti e di cui il primo colloquio è solo l’inizio. Un inizio fondamentale, per impostare un approccio personalizzato alla realizzazione del sogno di creare una famiglia.

Il primo colloquio in PMA è fondamentale, non solo perché si fa la conoscenza tra il medico e la coppia” spiega il dottor Alessandro Verza, specialista in ginecologia e ostetricia – fisiopatologia della riproduzione della clinica ProCrea. “È anche il momento in cui vengono svelate da parte della coppia tutte le difficoltà finora emerse durante la ricerca della gravidanza”. Raccontano la propria storia clinica, gli esami svolti precedentemente, le eventuali terapie testate, i successi e gli insuccessi.

Il compito di noi medici” aggiunge Verza “è quello di stare molto attenti non solo a valutare gli esami già fatti e il risvolto clinico ma anche a cogliere le preoccupazioni e le paure delle persone che abbiamo davanti”. Il primo colloquio è infatti per la coppia anche un’occasione per liberarsi dalle ansie spesso collegate a queste situazioni, per ricevere informazioni corrette e soluzioni e per capire se si stanno facendo errori, magari nello stile di vita.

Le paure da affrontare

Uno dei timori più comuni è quello di avere un problema di salute. “Va sottolineato che è un’emozione normale quando si entra nello studio di un medico e si deve accettare il fatto che si dovrà rispondere a domande sulla propria salute e fare accertamenti clinici. La paura principale è però quella di non riuscire, nonostante l’intervento del medico, a risolvere il problema della fertilità. Un disagio acuito in quelle coppie che si sono già sottoposte a trattamenti di medicina della riproduzione presso altri centri prima di rivolgersi a ProCrea e che non hanno avuto esiti positivi”. Non sempre l’esito negativo è dovuto a un problema solo della coppia o di uno dei due: a volte può capitare che, per una serie di motivazioni, non sia stato fatto un percorso idoneo.

È capitato” continua lo specialista “di scoprire che sono state seguite terapie e procedure poco personalizzate per quel tipo di paziente. Il nostro ruolo è di cogliere anche queste possibili lacune, dalle quali possiamo avere input importanti. Più è specifica, meticolosa e personalizzata la terapia o la procedura di procreazione assistita offerta, migliore sarà il risultato”.

Il benessere della coppia è al primo posto

Nella PMA l’approccio iniziale non deve essere frettoloso e, quando necessario, può richiedere qualche giorno per gli approfondimenti clinici. Questo tempo è necessario per fornire basi solide per una strategia personalizzata. “Può rivelarsi fondamentale dare anche suggerimenti su come migliorare il benessere fisico generale agendo sullo stile di vita, che è fondamentale” aggiunge il dottor Verza. “In alcuni casi si può anche consigliare alla coppia un periodo di “recupero” per lasciar riprendere il corpo, precedentemente sottoposto ad altre terapie, e per iniziare a seguire abitudini corrette, come non fumare, una dieta consona, una moderata attività fisica e così via. Per personalizzare la terapia non ci limitiamo solo al farmaco e alle procedure mediche, ma vogliamo migliorare il benessere di entrambi”.

In questa prima fase vengono dati anche consigli legati all’intimità. “Le coppie che si presentano a noi sono in genere consapevoli del proprio corpo e delle conoscenze di base sulla riproduzione, come l’individuazione del periodo fertile. A volte però rischiano il paradosso di concentrare i rapporti sessuali solo in quel momento, e questo non favorisce il concepimento. La qualità del liquido seminale dopo numerosi giorni di astinenza non è ottimale”.

Attenzione al “Dottor Google”

Se, da un lato, si può dire che l’accesso alle informazioni tramite internet permetta un approccio più consapevole alla ricerca del concepimento, recentemente sta crescendo la tendenza all’autodiagnosi e, quel che è peggio, all’auto-terapia. Credere di potersi curare da soli non solo non è reale ma può essere pericoloso per la salute. “Qualcuno arriva ad auto-prescriversi farmaci per la fertilità, anche ormonali, in genere facendoseli spedire dall’estero. Fortunatamente non è una pratica frequente, ma sicuramente è da sconsigliare con forza” ricorda Verza.

Ogni decisione è condivisa

Già durante il primo colloquio, quando possibile, viene proposto e descritto anche il trattamento che potrebbe essere più idoneo per quella coppia. Ogni informazione è condivisa con i pazienti, in un clima sereno e di massima collaborazione. Comprensione e riservatezza sono altri aspetti cruciali nell’operato dello staff ProCrea: nel pieno rispetto della privacy, i medici si mettono a disposizione per sciogliere ansie e timori, indicando i migliori trattamenti del caso.

Dove rivolgersi

ProCrea, con sede principale a Lugano, offre ai pazienti la possibilità di effettuare un primo colloquio informativo sui problemi di infertilità anche a Milano, Novara, Pavia, Vigevano e Taranto.

In queste sedi è possibile incontrare lo staff medico di ProCrea per confrontarsi sui possibili problemi di infertilità e iniziare così insieme il cammino verso la gravidanza.

 

 

Per ulteriori informazioni:

E-MAIL: INFO@PROCREA.CH | TEL.: +41 91 924 55 55 | DALL’ITALIA SENZA COSTI AGGIUNTIVI: +39 02 600 630 41

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