I numeri di ProCrea: dalla PMA all’eterologa

Il 9 aprile è ricorso l’anniversario dell’annullamento del divieto di fecondazione eterologa in Italia, una scelta che ha voluto favorire la vita. E così è stato per Procrea, Centro di eccellenza dove i successi di questa e delle altre tecniche hanno portato ogni anno a risultati sempre più soddisfacenti. I numeri parlano da soli.

A partire dal giugno 2015 fino a dicembre 2018 sono stati eseguiti 984 cicli di ovodonazione, che hanno portato alla nascita, dall’aprile 2016, di 258 bimbi, e la cicogna è in arrivo per altre 150 coppie.

L’ovodonazione consente di raggiungere una percentuale di successo particolarmente elevata: il 55% su un singolo tentativo e su tutte le età.

Nel complesso, nell’ultima decade (dal 2009 al 2018) grazie a ProCrea e al lavoro fatto dal suo team sono nati 2.851 bambini, sono state trattate 5.124 coppie, eseguiti 10.994 cicli, di cui 5.987 a fresco e 5.007 da crioconservazione.

Ben 3.859 coppie hanno crioconservato ovociti fertilizzati/embrioni, l’equivalente del 74% di quelle che sono state trattate.

Il 60 % delle donne in età compresa tra 30 e 37 anni che si rivolgono al centro ProCrea riesce ad avere una gravidanza nei primi tre tentativi, sia con cicli a fresco che con ovociti fertilizzati crioconservati ottenuti nello stesso ciclo. Questa percentuale sale al 71% per donne più giovani e si mantiene al 31% nelle più mature.

L’esperienza acquisita nella tecnica di crioconservazione (vitrificazione) e l’alto tasso di sopravvivenza degli ovociti fecondati scongelati (circa il 90% a seconda della tecnica) offre alle coppie la possibilità di eseguire più di un transfer embrionario senza doversi sottoporre a un nuovo ciclo di prelievo ovocitario.

Una coppia che si rivolge al centro, con un solo ciclo di prelievo ovocitario ha così un’alta probabilità di ottenere più gravidanze, anche a distanza di diversi anni, mantenendo l’orologio biologico fermo a quando è stato effettuato il prelievo.

Nell’ultimo anno il tasso di Gravidanza per tentativo singolo è arrivato a superare l’80% nelle donne sotto i 30 anni“.

Questo è dovuto all’accuratezza dell’attenzione al dettaglio e alla continua ricerca nel miglioramento delle metodiche, come quelle collegate al transfer della blastociste e alle migliori tecniche di vitrificazione, che hanno permesso di far sopravvivere meglio gli embrioni allo scongelamento” afferma la dottoressa Marina Bellavia, specialista in Medicina della riproduzione del centro per fertilità ProCrea. “Con quest’ultima tecnica, caratterizzata da un congelamento più rapido del materiale biologico, si può ottenere un numero maggiore di embrioni da trasferire. Oggi possiamo vantare lo stesso tasso di riuscita sia con gli embrioni freschi che con quelli vitrificati, mentre con la precedente metodica di crioconservazione, più “lenta”, si arrivava a perdere anche il 20% degli embrioni allo scongelamento“.

Una marcia in più viene data anche dall’analisi genetica pre-impianto degli embrioni, che permette di trasferire, in modo mirato, solo quelli con le migliori chance di impiantarsi, meno rischi di aborto e meno rischi di anomalie.

Noi vogliamo oggi mantenere o migliorare l’efficacia dei trattamenti, diminuendo le potenziali complicazioni, come per esempio le gravidanze gemellari, che comportano rischi aggiuntivi”.

 

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